Come la comunicazione influenza le azioni e lo stato di salute.
Esiste una sintassi delle azioni?
Esiste una modalità comunicativa tale da divenire patologica o curativa?
La risposta è sì ad entrambe le domande.
Il nostro cervello processa in modo sintattico non solo le preposizioni ma anche le azioni interpretate secondo il modello personale delle rappresentazioni astratte del modo in cui si relazionano scopo e azioni.
Questo è quanto emerge da uno studio effettuato alla Princeton University e descritto in un articolo intitolato: "Cognitive and neural foundations of goal-directed decision making: an integrative framework” pubblicato di recente sulkla rivista Psychological Science.
Matthew Botvinick, che ha condotto lo studio, afferma: “Esiste una marea di studi su come comprendiamo i linguaggi e come interpretiamo ciò che dicono gli altri”, ed è partendo da questo stesso principio che è stato condotto lo studio.
Gli esperimenti si basano sul fatto assodato da diversi studi, i quali hanno mostrato, che le persone leggono una frase più velocemente se essa segue un’altra dotata della stessa struttura grammaticale. Diviene più facile quindi, non solo costruire,leggere, comprendere frasi con conseguenza relazionale tra le azioni, ma immaginare ed agire con lo stesso metro. Le azioni compiute seguono una struttura relazionale tra scopo e azione congruente. Rimane incontrovertibile il fatto che, nel processare un agire, il cervello utilizzi la sequenza pensiero – decisione – azione.
La domanda ora è questa: se il cervello utilizza una sintassi relazionale sia per le proposizioni descrittive che delle interpretazioni mentali può la comunicazione modificare questo meccanismo? Ossia cambiare la sintassi per cambiare sia il pensiero che l’agito?
La comunicazione diviene patologica quando si rompe il legame sintattico tra il dialogo interno e l’agire manifesto. Quando cioè, qualsiasi azione si agisca, si ottiene un risultato interpretato nefasto, deludente, erroneo, colpevolizzante. A lungo andare tale situazione sfocia in patologia.
Questo dipartimento si occupa proprio di come la comunicazione influenzi lo stato di salute e come fare per avere con i pazienti un dialogo risanatore e terapeutico. Lo farà attraverso la redazione di articoli, percorsi formativi ECM, interventi di ricerca, collaborazioni e quant’altro possa essere utile ad un approccio più umano tra gli operatori sanitari e i pazienti.
Sergio Audasso
Responsabile Dipartimento Comunicazione e Umanizzazione Cure
@mail: sergioaudasso@cerifos.it